martedì 30 ottobre 2012

Recensioni dischi puntata 2

Seconda puntata con piccole recensioni e pareri dei miei ultimi ascolti che si ricollega a quelli postati qui.


As I Lay Dying “Awakened”
Erano anni che ascoltavo gli As I Lay Dying. Sinceramente li avevo persi per strada. Complice poi il non aver mai avuto occasione di vederli live, non ho mai potuto valutare quanto e come sono migliorati. Questa volta ho voluto recuperare, almeno in parte, con il loro ultimo disco, “Awakened”. Su questo disco gli As I Lay Dying suonano un metal di matrice scandinava, che per come è cantato mi ricordano vagamente i più commerciali (e giovani) Sonic Syndacate, quelli di “Only Inhuman” per intenderci.
Il disco nel suo complesso scorre in maniera lineare, essendo composto tutto da canzoni. Per il mio orecchio, o forse per il genere presentato, non si notano canzoni veramente meritevoli, ma neanche delle “cioffeche” inascoltabili. Gruppo valido comunque, da vedere soprattutto in sede live in funzione di qualche festival.
Voto: 7


Madball “Rebellion” EP
Madball, simbolo dell’HC made in New York, assieme a mostri sacri come Sick Of It All, Agnostic Front e H20.
Cosa ci fornisce questo EP? Nulla di nuovo, se non la classica lezione di NYHC. Se piace ascoltatelo, se non amate questa scena potete saltarlo a piedi pari. Io, a parte gli Agnostic Front, gruppo che mi sta un po’ sulle “balls” per alcuni comportamenti visti live, mi diverto ad ascoltare questo disco, anche se non è nulla di nuovo.
Voto: 7

Parkway Drive “Atlas”
Il disco dei Parkway Drive l’ho atteso, sono sincero. Ero proprio curioso di ascoltare cosa avevano da proporre. E così il 26 ottobre, giorno di uscita, ecco il platter tra le mie mani.
Cuffie in testa, massima concentrazione, tasto play sulla prima track l. E via con l’ascolto…
Si inizia con un lungo intro in stile Parkway, mi ispira, sono sincero. “Old Ghosts New Regrets” si apre con il loro classico stile, marchio di qualità e garanzia. La voce urlata del cantante Winston McCall mi piace. Il disco si mi sembra la giusta prosecuzione del precedente “Deep Blue” che non mi era piaciuto moltissimo, in quanto sono sempre stato legato al sound dei primi Parkway Drive, quello che si poteva sentire in “Killing With A Smile” e “Horizons”.
Quindi il timore c’era che la prosecuzione del disco avrebbe potuto portare ad una piccola delusione. Con la terza track, “Dream Run”, questa paura comincia ad assotigliarsi sempre di più.
Nonostante che la canzone dopo, “Wild Eye”, piana di coretti messi solo per coinvolgere il gruppo in sede live, non mi ispira, le successive “Dark Day”, “Swim” e “Sleight of Hand” mi fanno capire che “Atlas” è un buon disco, un disco da avere.
Nella valutazione finale metto 8 invece che 8,5 per un piccolo fatto, alcune canzoni, ad esempio “Atlas”, le trovo un po’ troppo forzate per essere orecchiabili ai più. Capisco creare un sound appetibile, soprattutto per i nuovi fan, con buona pace per i vecchi fan, che forse con il passare degli anni smetteranno di ascoltarli e di andarli a vedere. Però questo avvicinamento alle nuove leve si può fare in un modo migliore. Ed è il motivo per cui il precedente “Deep Blue” mi lasciò con l’amaro in bocca.
Voto: 8

Emmure “Slave To The Game”
Gli Emmure li ho visti 2, forse 3 volte. Questo nel corso di 4 anni circa e, devo dire, ogni volta che li vedevo li trovavo sempre meglio. A livello di dischi invece, non riuscivano mai a dare molto, li trovavo sempre difficili da ascoltare,c on le loro canzoni che fondono metal, hardcore, campionatura di elettronica, distorsioni e altro ancora. Siamo sinceri, non è che presentavano una cosa così facile da fare. “Slave To The Game” quindi, mi faceva qualche paura. Questa volta il disco si presenta ben fatto, dove tutte le loro influenze si fondono in maniera omogenea attraverso le 12 canzoni che compongono al release.
Mezzo voto in più per l’impegno messo, perché conoscendoli da un po’ di tempo, ho potuto notare il loro impegno profuso.
Se il disco non via piace, dategli comunque una possibilità a livello live. Bravi Emmure!
Voto: 7


Propagandhi “Failed States”
Conosco i Propagandhi dai tempi delle superiori, quando ascoltavo abbastanza spesso “How to Clean Everything”. Poi nulla più.. Con il proseguire degli anni (e dei dischi) il TRIO canadese non mi è mai piaciuto. Tutti gli altri dischi, sempre di chiara matrice punk californiana, non mi sono mai piaciuti. E questo “Failed Startes” non mi ha fatto cambiare parere.
Voto: 5

Beyond All Recognition “Drop = Dead”
Scusatela mia ignoranza ma questi Beyond All Recognition io non li ho mai sentiti nominare.
Però sotto consiglio di un amico (ciao Matteo!) ho voluto provare questa loro ultima uscita, “Drop = Dead”. Commento sul disco? Promossi, un bel disco metalloso, con qualche inserimento di quelle campionature che vanno tanto di moda adesso. Se continuano cosi, sentiremo parlare sempre di più di questi Beyond All Recognition. Bravi! Bravi perché suonano il metal che va adesso senza compromessi per avere un sound troppo orecchiabile (discorso inverso, come dicevo prima, per i Parkway Drive, ma può essere che questo sia anche un “obbligo” voluto dalla casa discografica). E per certi aspetti se li potrebbero paragonare anche al lavoro degli Emmure, loro li conosco meglio e quindi li premio con mezzo punto in più :D
Voto: 7

Papa Roach “Connection”
A me i Papa Roach stanno simpatici, soprattutto dopo il loro live al Sonisphere 2011.
Si va bene, ormai presentano un crossover-numetal datato,e  non porteranno nulla di più. I loro periodo erano gli anni 1999-2004. ma chi se ne frega, i loro dischi sono sempre belli e freschi, e questo “Connection” è la continua testimonianza.
Voto: 7.5

No Turning Back “No Regrets”
Mi ricordo ancora, quando nel 2004, sentii parlare per la prima volta degli olandesi No Turning Back. Aprivano il “non-mi ricordo-il-nome-del-festival” (scusate la vecchiaia) a band come Walls Of Jericho, Unearth e Sick Of It All. quel giorno fecero un bel live, e io scoprii chi erano quei 4 personaggi che prima di suonare facevano stretching in cesso (vi giuro!).
Da quel giorno e, da quei esercizi di stretching, i nostri ne hanno fatto di strada. E cosi, 8 anni dopo li vediamo come un’icona dell’HC europeo. E “No Regrets” è un discone, un discone da ascoltare. Prendete l’HC anni 80, quello dei Bold, dei Chain of Strenght, e suonatelo moderno, con qualche influsso metal, senza però finire nell’esagerazione metallosa dei Terror. Ecco, questi sono i No Turning Back. Rimane solo il solito dubbio prima di acquistare questi dischi: il genere Hardcore è questo, non cambia di molto tra un disco e l’altro e tra un gruppo e l’altro. Loro non fanno la differenza, il sound è quello, però, qui c’è qualità, in mezzo a tante band che possono essere bravi, ma si limitano veramente a seguire le lezioncine impartite dalle grosse band che hanno creato la scena.
Voto: 7.5

sabato 27 ottobre 2012

Recensioni dischi puntata 1



Grande scorpacciata di dischi in questi giorni, era un po’ di tempo che non provavo ad ascoltare ultime uscite.
Inoltre, è tanto che non faccio un post musicale. Vedrò quindi di recuperare un po’ tutto il tempo perso postando in un colpo solo i miei ascolti degli ultimi. Quindi ecco a voi una piccola lista di dischi con un commento veloce e valutazione del sottoscrittoi sorprese e tanta tanta qualità.

Stone Sour “House Of Gold And Bones Part 1”

Non ho mai ascoltato molto il gruppo parallelo del cantante dei Slipknot. Con questo non voglio dire che non m sia piaciuto, solo che avevo sempre le orecchie sintonizzate su altri sound quando uscivano i suoi dischi. Questa volta però ho voluto sistemare le cose e devo dire che sono veramente felice di questo. “House Of Gold And Bones Part 1” è und disco bellissimo, che scorre in maniera lineare senza nessuna caduta di stile dalla prima all’ultima canzone.
La voce di Corey Taylor è molto bella e le chitarre per alcuni aspetti ricordano gli Slipknot, ma la cosa non da fastidio.
Penso che “House Of Gold And Bones Part 1” sarà un disco che ascolterò molto spesso a lavoro, disegnare con un sound simile nel sottofondo l’ho sempre ritenuto ottimale per farmi passare meglio la giornata lavorativa.
Voto: 8

The Acacia Strain “Death Is The Only Mortal”

“Death Is The Only Mortal” si presenta come un disco metalcore con un sound pesante, un bel cantato in growl e con tutti gli effetti e stacchetti che vanno di moda la momento. La track 1, “Doomblad”, è l’esempio di tutto ciò. L’ascoltatore viene subito inserito in quello che sarà lo stile predominante di tutto l’album. Non so perché, per certi aspetti mi ricordano i primi Poison The Well estremizzati e modernizzati. Un disco da ascoltare, anche se nel corso del tempo, per via del sound molto similare, mi stancherà e finirà un po’ nel dimenticatoio. Questo però, è il destino di tutti i gruppi che suonano il genere del momento e, che non possono, o non riescono, ad uscire da i stilemi attuali.
Voto: 6

TrollfesT “Brumlebassen”

I miei cari amici Trollfest! Anche se live sono fantastici (visti al Metalcamp 2011), su disco non riuscivano mai a convincermi a livello di dischi. Insomma, live una bomba, su disco una palla tremenda.
Arriva questo “Brumlebassen” e io, molto dubbioso, lo metto nel lettore cd. Oh cavolo, stavolta il Trollfest hanno fatto centro. Il loro balkan metal stavolta fa breccia nelle mie orecchie, invade la mia testa e mi diverte! Si inizia con un “Brumlebassen”, con il suo ritmo balkan, i suoi coretti e, verso la fine, uno stacco black metal che dimostra la capacità della band ad unire i generi in maniera pulita e senza confusione. Ok, per fare questo ci sono voluti 3 dischi, ma il risultato è apprezzabile. Altre canzoni degne di nota sono “Boese Tivoli” (quanto che mena il batterista!), la divertente “Hevlette”, Finsken Norsken Og Presten” e la melodica “Sellout”.
Voto: 8

Turbonegro “Sexual Harassment”

Con la partenza di Hank Von Helvete ero convinto che i turbo negro non avrebbero più combinato niente. inoltre, visti i precedenti ultimi due dischi, che a me non erano propriamente piaciuti. Non sapevo che farmene di “Sexual Harrassment”. E anche stavolta, come per i Trollfest, mi sono sbagliato alla grande. Il nuovo cantante è veramente bravo e i Turbonegro buttano fuori canzone dopo canzoni, il loro classico misto tra Motorhead e sonorità punk rock. L’opener, “I Got a Knife”, mostra subito che la band ha nel cuore i Motorhead, per poi passare a canzoni più legate al loro sound death rock come “Hello Darkness” e “Shake Your Shit Machine”.
Voto: 9

Ihsahn “Eremita”

Disco solista per l’ex Emperor Ihsahn. Soddisfatto dal capolavoro di Demonaz dell’anno scorso con il suo “March of the Norns”, mi butto a capofitto tra le note di “Eremita”. Il disco in sé è carino, ma c’è qualcosa che non va, per certi aspetti lo trovo poco chiaro e noiosetto. Disco che non consiglio propriamente.
Voto: 5

Converge “All We Love We Leave Behind”

I Converge non mi piacciono. Non sono mai riusciti a piacermi. Riesco a malapena ad ascoltare “Jane Doe”. Si ok, dopo questa dichiarazione sono sicuro che verrò bastonato per strada più e più volte. E fate bene.
Ma quando valuto un disco cerco di essere obiettivo, abbandono i miei gusti cercando di vedere un po’ oltre. E con questo spirito affronto “All We Love We Leave Behind”.
Il cd entra nel lettore, mi siedo, e inizia il loro intro. Uff non mi piace, ecco qui il sound Converge che io non capisco e non capirò mai. Poi tutto cambia, arriva “Trespass” e si comincia a ragionare, il disco decolla! Con “Tneder Abus”, la track numero 3, rimaniamo sempre su ritmi veloci, e io mi trovo bene. Si va poi a ritmi più post hardcore, quelli che i Converge fanno molto bene, che tutti amano e che io non capisco. E così si andrà avanti per tutti le canzone, momenti salienti che mi piacciono, altri invece che mi lasciano spiazzato. Però, nell’ottica generale, il disco è ottimo, cioè un fan dei Converge rimarrà veramente felice di questo nuovo album. Quindi, vi piacciono i Converge? Allora via piacerà “All We Love We Leave Behind”! e magari provate a sentire anche i The Secret di Trieste, che rompono il culo ai passeri, fidatevi”!
Voto: 8

A breve, post puntata 2 con:

  • As I Lay Dying “Awakened”
  • Madball “Rebellion”
  • Parkway Drive “Atlas”
  • Emmure “Slave To The Game”
  • Propagandhi “Failed States”
  • Beyond All Recognition “Drop = Dead”
  • Papa Roach “Connection”
  • No Turning Back “No Regrets”


venerdì 26 ottobre 2012

Kick Ass 2



Letto Kick-Ass 2!
Anzi, divorato è dire poco! Mi complimento con me per aver messo da parte i volumetti mese per mese per poterli leggere (e gustarli) tutti in un unico momento! Se il primo Kick-Ass mi era piaciuto, il suo secondo capitolo mi ha addirittura entusiasmato.
Ma andiamo con ordine: Kick-Ass è un fumetto pubblicato in Italia da Panini Comics. La storia è scritta da Mark Millar e disegnata da Jhon Romita Jr.
Kick-Ass

Questa storia è il secondo capitolo (di tre, di cui il terzo è in work in progress e chissà quando uscirà) perciò, è meglio fare un piccolo riassunto della prima storia: Kick-Ass è Dave Lizewski, 15 enne newyorkese, nerd totale, segaiolo compulsivo e grande appassionato di fumetti. Proprio per questa sua passione, Dave decide di diventare un supereroe. Infatti si chiede “Come mai nessuno ha mai pensato di farlo prima? Perché non c’è mai stato una persona che si mette un costume e voglia combattere il crimine?”
Bhe, ce i sono diverse risposte a questo motivo… ma Dave non le vede. Indossando una muta da sub verde inizia a perlustrare le strade. La prima “missione” gli costa 4 mesi di ospedale.
Ma il ragazzo non si arrende e, nel corso della storia, conosce due veri giustizieri, Big Daddy e Hit-Girl.

 Big Daddy & Hit-Girl

Questi due eroi aiuteranno il protagonista a sconfiggere la famiglia mafiosa Genovese ed il figlio del boss, tale Red Mist.
 Red Mist

Se nella prima run abbiamo visto sangue, botte da orbi, e l’incoscienza di un ragazzino che vuole imitare i suoi eroi, ora Millar ci mostrerà qualcosa di più, ovvero il ribaltamento de fondamento dei fumetti Marvel: da grandi poteri derivano grandi responsabilità. E questo sarà il motivo principale di tutte le stragi e i grandi sconvolgimenti che Dave dovrà subire.
A differenza dei fumetti Marvel, qui le persone non hanno poteri e, infatti, c’è una totale irresponsabilità da parte del protagonista.
Grazie a questa irresponsabilità, vedremo Kick-Ass trovarsi in gruppo con altri sedicenti supereroi creando così la Justice Forever.
 Justice Forever

Troveremo un Red Mist assetato di vendetta per la morte del padre, che assolderà diversi super nemici pronti per una battaglia finale.
La battaglia ci sarà, e si troverà a Times Square.
A risolvere tutto non saranno gli irresponsabili supereroi, ma chi a sposato veramente il concetto di vendicatore solitario, ovvero Hit-girl. Grazie a lei si avrà la possibilità che il bene trionfi sull’ingiustizia.

  fate, fate arrabbiare Hit-Girl!


 fate, fate arrabbiare Hit-Girl!

Una storia in parte ironica, scritta con furbizia da Millar, sempre bravo ad inserire un sacco di riferimenti alla vita reale e con una sceneggiatura tipicamente cinematografica (non a caso i suoi fumetti sono tutti potenziali film, e non a caso Kick-Ass 1 è già diventato un film).

kick-Ass, hit-Girl, Big Daddy, Red Mist visti in maniera cinematografica (film da vedere!)

Alle matite, come nel primo ciclo, avremo Jhon Romita Jr, anche se si limita alle bozze. Infatti i disegni sono stati poi rifiniti da Tom Palmer, il tutto poi colorato da Dean White.
Un fumetto da avere, c’è poco da fare. Kick-Ass è uno dei pochi casi dove il secondo capitolo supera il primo. Era da tanto che non vedevo un fumetto cosi violento, cattivo e, soprattutto, pieno di colpi di scena. E per colpi di scena intendo quello che mai ti aspetti, quelle cose così impossibili perché troppo crudeli, che nessuno si aspetterebbe. Cose che al momento ho visto solamente nelle storie di Garth Ennis (cito i primi volumi di The Boys come esempio).
E per concludere, cito la frase poco prima della battaglia finale, “Vendicatori uniti, cazzo!”

Le edizioni:
-Kick-Ass 1 lo potete trovare in più edizioni, sia in formato 100% marvel, che in versione Omnibus che in spillato
-La seconda edizione la potete trovare al momento solo in 4 spillati, ovvero Panini Comics Presenta 27÷30. probabilmente nel corso del tempo verrà ristampata in volumi brossurati.

giovedì 18 ottobre 2012

I Corpi delle Lanterne



Uno dei personaggi più in voga dell’universo Dc è Lanterna verde. Questo particolare personaggio, non è mai stato molto presente nelle mie preferenze. Solamente grazie a quel grande autore che Geoff Jhons, sono riuscito ad apprezzare le sue storie.
In questo momento le storie di Lanterna Verde sono pubblicate sul mensile Lion Comics, dove si hanno 3 storie per numero, appartenenti alle serie regolari USA, Green Lantern, Green Lantern Corps, e Green Lantern: New Guardians. I protagonisti sono rispettivamente Hal Jordan, Guy Gardner e Kyle Rayner.
La Lanterna più famosa Hal Jordan

Ma oltre a Lanterna Verde, ci sono altre gruppi di lanterne contraddistinte da un colore diverso?
Assolutamente si, ci sono più lanterne in funzione di un determinato colore, ognuna con colori e caratteristiche diverse.

Vedrò quindi, nel mio piccolo, di fare una piccola presentazione della storia delle Lanterne Verdi, intesa come gruppo e le relative lanterne di altri colori.

STORIA DELLE LANTERNE VERDI
La vita senziente porta emozioni. Le emozioni dei esseri viventi sono diverse e vanno dalla paura all’amore. Il popolo dei Guardiani di Oa, riescono a scoprire come incanalare l’energia della forza di volontà, inserendola in una lanterna. 
 I Guardiani di Oa

La forza di volontà serve per contrastare un universo dominato dal caos. Per portare ordine, i Guardiani di Oa creano i Manhunters, esseri robotici pronti a portare l’ordine. Con il passare del tempo, però, i Manhunters non riuscivano a gestite la Forza di Volontà per infine ribellarsi ai guardiani stessi. Questo fallimento portò i Guardiani di Oa alla decisione che solo un essere vivente e senziente era capace di sopportare la forza di volontà. Anzi solo chi ne aveva molta per la sua personalità ne sarebbe stato capace. Per questo motivo, vennero scelti i migliori esseri viventi in tutto l’universo, quelli che avevano nel loro spirito come sentimento più grande la forza di volontà. Così nacquero e le Lanterne Verdi, esseri prescelti per portare ordine e giustizia in tutto l’universo.
Per gestire meglio l’attività di pattuglia e difesa dell’Universo, i Guardiani di Oa divisero quest’ultimo in 3600 settori (la terra fa parte del settore 2814) assegnando il controllo di ogni settore a due lanterne native di quel determinato settore. Abbiamo quindi 7200 Lanterne gestite dai Guardiani, che rimangono nel loro pianeta natale Oa, sede della batteria centrale delle Lanterne.
La Terra al momento ha 3 lanterne verdi, ovvero Hal Jordan, Guy Gardner e Kyle Rayner.

LE ALTRE LANTERNE E I LORO COLORI
Nel corso del tempo, sono stati definiti ulteriori corpi di Lanterne, che rispondono ad ulteriori emozioni rispetto alla forza di volontà e caratterizzate da altri colori. Abbiamo quindi altre 6 corpi colorati con caratteristiche completamente diverse a quelle del verde.

Le Lanterne Gialle (il Corpo di Sinestro): Il Corpo di Sinestro è alimentato dal potere della paura. Sinestro è una Lanterna Verde reietta che riuscì a ribellarsi a quest’ultime e a controllare il suo settore spaziale con il proprio corpo tradendo così il giuramento delle Lanterne Verdi.
 Lanterne Gialle

Le Lanterne Rosse: alimentato dal potere della rabbia, questo Corpo di Lanterne nasce sotto la guida di Atrocitus.
  Lanterne Rosse

Zaffiri Stellari: Le Star Sapphires, o Zaffiri Stellari, sono da sempre avversarie delle Lanterne Verdi. I Zaffiri Stellari sono guidate dalle Zamaron, razza che si è separata dai Guardiani dell’Universo eoni fa, con la convinzione che l’amore possa cambiare l’universo.
 Zaffiri Stellari

Le Lanterne Arancioni: questo Corpo è gestito dal sentimento dell’avarizia e comandate da Larfleeze, che detiene il potere dell’avarizia tutto per sé. La particolarità di Larfleeze è di uccidere gli avversari e creare dei suoi doppi a lui fedeli e che costituiscono il suo corpo.
 Lanterne Arancio

Le Lanterne Blù: create dai due Guardiani esiliati Ganthet e Sayd, le Lanterne Blu usano l’emozione della speranza. Trattandosi di un processo difficile al momento ci sono solo due Lanterne Blù. Una di queste è il il Santo Viandante.
 Lanterne Blù

Le Lanterne Indaco: non si conosce ancora molto su questo Corpo, eccetto che il loro potere deriva dall’emozione della compassione. Al posto dell’anello del potere, le Lanterne Indaco utilizzano un bastone.
 Lanterne Indaco

Per un recupero delle letture antecedenti al reboot new 52 di Lanterna Verde, soprattutto per vedere le prime apparizioni di tutti i Corpi, vi consiglio di andare qui.

Vinland Saga



Ebbene si, oggi parliamo di manga. Generalmente io leggo fumetti di supereroi, ma non è che disdegni i manga. Non ne compro molto, questo si, ma più che altro perché, acquistando appunto comics, non posso comprare tutto quello che mi ispirerebbe, sia per l’esborso economico troppo alto sia perché non avrei troppo tempo a disposizione per leggere tutto. Infatti molte volte vedo gente che acquista un sacco di uscite e, il mio pensiero va al tempo che la quest’ultimi devono trovare per leggere tutto quanto. Ma ce la fanno? O si trasformano in “fabbriche di lettura” non godendosi così tutto quello che compra?
Ma ritorniamo a noi, miei prodi lettori. Dei vari manga che leggo (Angel Voice, Happy!, Berserk, Claymore, Toriko) c’è uno che mi piace tanto tanto… Vinland Saga, che esce per l’editore Star Comics al prezzo di 4,9 euro.

Trama
Vinland Saga è ambientato nell’Europa dell’Undicesimo Secolo. In questo periodo storico i popoli vichinghi, danesi in primis, stanno invadendo l’Europa del Nord. Paesi come l’Irlanda, la Scozia e l’Inghilterra sono in mano alle loro scorrerie. In mezzo a tutto questo, inizia l’avventura di Vinland Saga con protagonista Thorfinn, un ragazzo che come scopo ha la voglia di vendicare il proprio padre. All’interno dei 11 volumi usciti, vedremo la storia di questo ragazzo, dei popoli vichinghi presenti in Islanda, delle battaglie che stanno avvenendo in Inghilterra per poi passare al regno di Danimarca e alla sua corte.
La trattazione storica è molto precisa, un bravo a Makoto Yukimura, che prima di iniziare il suo manga deve essersi informato molto. La storia di Thorfinn verrà usata come mezzo per raccontare uno spaccato dell’Europa a cavallo tra l’Alto ed il Basso Medioevo, con particolare attenzione verso i ceti sociali presenti all’epoca (mercenari, contadini, schiavi liberti e non, feudatari, la corte di un re). Una cosa molto particolare e, al momento non ancora completamente spiegata dall’autore, è la sua volontà di descrivere il ruolo della Chiesa nel Medioevo. Infatti Yukimura introduce anche elementi legati alla chiesa, grazie ad un fraticello un po’ beone che, con un dialogo stupendo, riesce a spiegare il concetto di “amore cristiano” a dei mercenari danesi. La cosa mi ha sorpreso molto, perché Yukimura è stato molto abile a farlo e con degli esempi molto semplici e precisi. Sinceramente, non so quante persone europee di religione cattolica e, con una conoscenza della dottrina cristiana, sarebbe stata capace di fare un lavoro migliore.
Bellissimi poi i disegni, molto curati nei dettagli, dalle case ai vestiti, dalle armi alle acconciature, soprattutto delle donne.
Ripeto, un lavoro incredibile di documentazione ma soprattutto di comprensione da parte dell’autore nipponico che per l’appunto, essendo nato così lontano, è riuscito a illustrare il mondo europeo dell’anno 1000 in maniera molto semplice ma, allo stesso tempo, ricca di dettagli e particolari, che non possono che rendere la lettura interessante, soprattutto per chi è appassionato di storia.

Volumi
Al momento non o usciti 11 volumi, tutti disponibili e recuperabili in fumetteria. Al momento al cadenza non è definita, esce circa un volumetto all’anno. Purtroppo siamo a livelli di uscita contemporanea con il Giappone. Però questa può essere una cosa utile per chi vuole recuperare la serie, visto che può prendere con calma i precedenti volumi senza rischiare di rimanere troppo distante dalle uscite mensili.
Ve lo dicevo io che c'erano tanti dettagli



Questo tipo qui è un furbastro. da notare le sue vesti, riprodotte esattamente come i vestiti (dei ricchi) dell'undicesimo secolo

Bellissimo primo piano di una drakkar
 

Scena antecendete ad una battaglia

martedì 16 ottobre 2012

Marvel Now: cosa succederà a Spider Man?



Qualche giorno fa, il caro Matteo, di cui vi invito a visitare il suo blog, mi ha scritto un messaggio avvisandomi del futuro di spider man, il mio personaggio preferito.
Ecco il disegno che mi ha suggerito di andare vedere.
Come dice il buon Matteo, “Da notare gli occhi della maschera modello occhialini da piscina, il ragno sul petto in rilievo, la cancellazione delle strisce rosse sui lati delle braccia, gli stivali a mò di ninja con le dita separate, il ragno sul retro della schiena obeso, ma soprattutto gli artigli sulle dita di mani e piedi!!!
No cioè… serve che dico altro?! Ah, si… a quanto pare le parti blu adesso sono di colore nero


--Attenzione, potrebbe esserci qualche spoiler--


Ma questo disegno, che cosa riguarda? Riguarda il Marvel Now. Cercando qualche info sulla rete, ho scoperto che Marvel Comics ha annunciato al chiusura di Amazing Spider man con il  numero 700. L’albo, che sarà venduto solo il 26/12/2012, avrà un numero maggiore di pagine e dal mese di gennaio ci sarà una nuova testata, Superior Spider-man, a cadenza quindicinale. Gli autori di questa serie saranno ai testi Dan Slott e ai disegni Humberto Ramos, Giuseppe Camnuncoli e Ryan Stegman.



 Che cosa avrà Superior Spider-Man? Probabilmente un nuovo protagonista dietro la maschera che andrà a sostituire Peter Parker, che si ritirerà a vita privata dopo essersi rimesso con Mary Jane. E qui nasce una mia supposizione… e chi ci mettiamo al suo posto? Il clone mal riuscito Kaine? Quello che prima era in avanzato stato di degenerazione cellulare e poi con la versione 2.0 del Venom-Eddie Brock viene guarito? E intanto abbiamo sondato il terreno con il Red Spider? E in questa maniera avremo l’opportunità di farlo più cattivo?

 Kaine versione malfatta e a rischio degenerazione cellulare

  Kaine guarito dalla degenerazione cellulare e versione Red Spider


Alt, stop, blocca tutto!

Non è che mi state dicendo che rispolverate la saga del clone? Ovvero il clone che doveva essere il vero Peter Parker, che si presentava però con il nome di Ben Reilly e che sostituì per un po’ di tempo Peter come Spider Man? Tra l’altro con un costume stupendo? Infatti in quel periodo Peter si trasferì a Portland e ben, per essere diverso da Peter, si ossigenò i capelli, smise di essere Scarlet spider e diventò Spider-man versione 2.0.

il clone di Peter Parker ben reilly che per differenziarsi da lui si era fatto biondo!






il ragno rosso

 
 il bellissimo costume dello Spider Man impersonificato da Ben Reilly


No, perché a questo punto aveva ragione Jurgens, l’autore di quelle storie. O per ringiovanire il personaggio lo cambiamo, cavolo è stato fatto così con Flash attraverso il cambio di costume tra Barry Allen, Wally West e Bart Allen! Ritorniamo ad un’idea di 15 anni fa?
E poi, cambiamo costume, serie che ripartono da 1… non che Marvel Now si sarebbe dovuto cambiare Marvel Reboot?
Infine, se c’è questo cambiamento vuol dire che le storie non vanno, conviene mantenere gli autori che ci sono ora (in primis Slott e Ramos) per il nuovo personaggio? Ovviamente, tutto questo sarà provvisorio perchè prima o poi Peter Parker tornerà a essere Spider Man, probabilmente nel giro di un annetto editoriale. Come al solito, in casa marvel c’è tanto fumo (=pubblicità) e poco arrosto (=qualità).

lunedì 15 ottobre 2012

San Donà Comics



Ieri sono andato a San Donà Comics.

  Flyer della manifestazione

L’impressione è stata positiva, anche se sto notando quanto si stanno trasformando le fiere in questi ultimi anni: gli stand delle fumetterie dove sono esposti i fumetti usati e non, stanno scomparendo in favore di action figure, gadget e oggettistica varia, vestiti giapponesi, cibo giapponese, materiale per cosplayers. Oltre a questo, anche se si va ad una fiera del fumetto, è più facile che i partecipanti vadano per giochi di ruolo o per partecipare come cosplayers.
Io, che non sarò mai un cosplay e non credo comprerò mai un action figure di Doremon, mi sono concentrato sui stand “tradizionali”.
 cosplay1

 cosplay 2

Anche se ormai non cerco più grosso materiale arretrato, c’è sempre l’opportunità di trovare qualche bel fumetto che si può acquistare per l’occasione, ovviamente alle mie regole: se nuovo massimo a prezzo di copertina, se usato a prezzi bassi. Mai fare follie per i fumetti, non ne vale la pena.
 la fiera un bel po' affollata

Gli stand si sono presentati ben ordinati e con tanto materiale, anche se ho trovato alcune cose strane. Pocchissimi spillati di supereroi a 1-2 euro, messi generalmente nei scatoloni dove tu in prima persona ti devi tuffare per trovare qualcosa di interessante. Io lo faccio sempre e ogni volta mi porto a casa qualche chicca. Ricordatevi, se trovate scatoloni con spillati a 1-2 euro, dateci un’occhiata, si trovano sempre ottime cose. Inoltre, non ho visto molti volumi allegati a quotidiani, Grandi Saghe e Leggende Marvel per intenderci. Oramai è passata la sbornia di questi volumi e molte persone, visto lo spazio che occupano serie più o meno complete, li rivendono alle fumetterie. E’ facile quindi trovare nelle fiere vari volumi usati. Stavolta non c’era niente di tutto ciò, strano.
Benissimo invece la presenza di tanto materiale Planeta de Agostini,alla faccia di chi vuole ristampe da parte del nuovo editore o di chi si lamenta di avere buchi nella collezione. Andate alle fiere! C’era materiale Planeta di Superman, Batman (si, la tanto agognata run di Morrison), lanterna Verde e diversi Countdown in ordine sparso. Per farvi capire quanta grande opportunità che c’era, uno stand proponeva tutto il materiale Planeta al 50% di sconto!
Oltre a questi stand, c’erano tanti disegnatori, e questa è stata una cosa molto bella. Molte volte vengono fatte fiere dove mancano queste persone ed è un peccato. Questa volta tra i tanti c’erano come ospiti Alessandro Vitti (Secret Warriors, Captain America, Brandon),
 Alessandro Vitti

il quale ho preso il suo sketch book e mi sono fatto fare una bellissima Wonder Woman, Marco Santucci (Tex, Dampyr, Spider man) eLorenzo Pastrovicchjio (Topolino, Jhonatan Steele). Un altro ospite interessante, di cui ho seguito una parte della sua intervista, è stato Massimiliano De Giovanni, che negli anni 90 è stato una delle prime persone, attraverso Granata Press, a portare i manga in Italia.
In mezzo a tutte queste belle cose, purtroppo c’era una cosa che mi ha dato fastidio. C’è una fumetteria che partecipa a diverse fiere del nord est, che ri-prezza tutti i volumi che vende a prezzo maggiorato. Gli arretrati poi, come i 100% Marvel, li mette sempre al doppio del prezzo, anche se non sono esauriti. State attenti a questi personaggi, sono loro che rovinano queste belle manifestazioni. Per metterli a “tacere” basta evitarli.
In ogni caso, sono tornato a casa contento per la bella manifestazione e per quello che ho trovato. Il primo volume della Doom Patrol di Morrisson e il volume 9 e 10 della mia amata Authority. Oltre a questo, come vi dicevo, un bel disegno di Vitti e il suo sketch book!