lunedì 3 febbraio 2014

Red Fang + The Shrine + Lord Dying @ Channel 0 Ljubljana

Il 2014, a livello di show da andare a vedere, inizia nel migliore dei modi.
Ieri mi sono sparato i Red Fang , accompagnati nel loro tour europeo da The Shrine e Lord Dying.
 Red Fang

Visto che il tour si trovava nella vicina (per me) Lubiana, non potevo non esserci.
Non mi avrebbe fermato neanche la neve, che in questo periodo ha completamente bloccato la piccola repubblica slovena. E infatti in meno di un’ora e mezza dalla partenza ci ritroviamo all’esterno del Channel 0, area adibita a concerti del comprensorio Metelkova, a berci qualche birra in attesa dell'inizio dei live.
L’apertura della serata la fanno i Lord Dying, band dell’Oregon e concittadini dei Red Fang.
Non conoscevo la band, nemmeno di nome, ma la loro performance mi è piaciuta. Il tour è stato fatto per promuovere il loro album uscito nel 2013, “Summon The Faithless”. La band suona un misto di riff alla High on Fire, il tutto mescolato con il groove dei Kylesa e un cantato growl.
Decisamente bravi, e se continuano così potranno fare strada, anche perché il loro metal sarà quello che ritengo il futuro come nuove proposte sonore.

 Lord Dying

Dopo un’altra birra (2 euro una birra grande, altro che i 5 euro che ti propongono in Italia), è il turno dei The Shrine.

 The Shrine
La band è la classica rock’n’rolla ignorante. Quelle cose che si trovano solo in California per intenderci, e infatti proprio da lì proviene questo trio.
La band, come dicevo, suona un garage rock bello zeppo di influenze seventies, ma che possono comunque sfociare nel trash anni 80 della bay area. Musica sentita, trita e ritrita ma se, suonata bene come fanno loro, in un live non può sembrare scontata e noiosa. Quindi anche per i The Shrine un applauso ci sta.

Infine, ecco qui i pelosi Red Fang. La mia unica stoner band che riesce veramente a piacermi! Ebbene sì, come dicevo qui, io i Queen of the Stoneage non li cago più di tanto, e nemmeno i Kyuss. No no, non sono amante del genere ma i Red Fang col piffero, loro sì che mi gasano.

 Red Fang

E mi gasano subito, quando ti iniziano con “Malverde”, per poi passare alla mia song preferita, “Hank is Dead”. E poi giù, riff dopo riff, canzone dopo canzone, ecco che ti arrivano
–in ordine sparso, non mi ricordo la scaletta e su setlist non c’è, quindi amen-
“DOEN”, “Dirt Wizard”, “Sharks”, “Crows on Wine”, “1516”, “Blood Like Cream”, “Wires” e “Prehistoric Dog”. Forse ne ho dimenticato qualcuna, o forse no ma, vi posso assicurare che un live del genere era da tempo che non lo vedevo, il tempo è volato, l’esecuzione di ogni canzone è stata perfetta e la band ha proposto tutte le loro canzoni più belle dai loro tre dischi finora prodotti.
Red Fang, band da vedere una, due volte, tre volte, cento volte!