lunedì 23 febbraio 2015

3 band metal da ascoltare

Quando si parla di musica metal, di band metal da ascoltare ecc. il discorso diventa immenso. La Musica Metal è composta da innumerevoli generi e da innumerevoli band.
Basta andare a scorrere le liste di questa enciclopedia metallica per farsi un’idea… non si finisce più.

Per assurdo, se si generalizza tremendamente e, senza fare inutili giri attorno, il Metal si può “riassumere” con due band che, volenti o nolenti, l’hanno sempre fatta da padroni: Metallica e Iron Maiden.

Se i Metallica sono la band più famose deTrash Metal, con tutti i suoi affini e derivati (Death, Nu Metalecc.), gli i Iron Maiden hanno generato un suono che parte dal New Wave of British Heavy Metal per arrivare ad influenzare band di Death scandinavo (basti pensare al Goteborg sound di In Flames, Dark Tranquillity, Soilwork ecc.) o di tutto il metal tedesco (Helloween su tutti).

Vero, abbiamo poi nicchie come il Crossover (che ha forte influenze Funky) o il Black Norvegese (che con il suo sound grezzo ha grandi influenze Punk), ma qui cominciamo a divagare e a fare i pignoli.

Quindi, se uno vuole ascoltare un po’ di metal si deve sempre ridurre alle solite band, che se proprio non voglio essere Metallica o Iron Maiden, sono cose a loro derivate e collegate cosa si può proporre di nuovo? Ci sono delle band che, con i dovuti ragionamenti ed influenze, sono capaci di presentare un nuovo genere di musica. La risposta è si, e sono le uniche band che hanno saputo riciclare in maniera eccelsa il ritorno in auge del Thrash Metal della Bay Area, hanno saputo fare proprio le sonorità Hardcore più vicine al Metal e ad utilizzare un cantato pesante e moderno, che può passare da uno scream pulito al growl.
Il nome di queste band?

Una su tutte, Devildriver, seguita da Machine Head e Lamb of God

Ecco, dal mio umile e modesto parere queste tre band sono capaci di suonare il genere metal più moderno al momento, senza cadere nelle grandi influenze delle band capostipite degli anni 80.
Devildriver sono la band di Dez Fafara, particolare personaggio divenuto famoso negli anni 90 grazie alla band Nu Metal Coal Chamber.

Devildriver

La band ha fatto diversi dischi, personalmente consiglio i due lavori migliori della band, “The Last Kind Words” del 2007 e “Beast” del 2011. buona anche la loro ultima fatica datata 2013, “Winter Kills”.




Passando ai Machine Head, possiamo dire che è l’unica band a suonare che, presentando all’inizio un sound molto vicino al Nu Metal, non è stata spazzata via nell’ultima decade come tutte le altre band che rappresentavano quel genere. Proprio no, in quanto Robb Flynn e soci hanno saputo rielaborare il Groove Metal e a comporre negli ultimi anni dischi freschi, con un suono corposo e personale.

Machine Head

Quindi, bypassando l’ovvietà di consigliare “The Burning Red” del 1999, stiamo nel topic di questo post e diciamo di dare assolutamente un ascolto a “The Blackening” del 2007 e “Unto the Locust” del 2011. Se questi sono dischi graditi, allora conviene recuperare il recente “Bloodstone e& Diamonds” (2014).



Infine eccoci ai Lamb of God. Influenzati dai Pantera (inchiniamoci al loro nome) e ai Slayer, i Lamb of God, dopo un inizio in sordina, disco dopo disco sono riusciti a conquistare un pubblico sempre maggiore.

Lamb of God

Consigliatissimi gli ultimi tre dischi, “Sacarament” del 2006, “Wrath” del 2009 e “Resolution”  del 2012.


Concerti estivi

Cominciano a fioccare i nomi della band che parteciperanno ai festival europei estivi.
Ovviamente io mi concentrerò sui i due festival che ho praticamente in casa, vivendo a circa 60 km da Tolmin: Metaldays e Punk Rock Holiday.
La mia idea è di andare uno o due giorni al Metalcamp, in funzione di come sono suddivise le band day by day, e di partecipare al tutto il Punk Rock Holiday.

Il Metaldays (19-27 luglio 2015) quest’anno si presenta con un bill non indifferente.

In funzione di come saranno suddivise nelle varie giornate, sarebbe bello riuscire a vedere – rivedere:

Carcass: una band che non ha bisogno di presentazione, violenza grindcore che solo loro riescono ancora a portare avanti. E come non poter riascoltare live tutti i loro maggiori successi degli anni 90.
Carcass

Behemoth: il loro ultimo disco “The Satanist” è a dir poco fantastico. In più i Behemoth sono una band che non ho mai visto ma, a detta di molti, live non delude mai.
Behemot

Cannibal Corpse: vendere 2 milioni di dischi in 25 anni per una band così estrema non è cosa da poco. Band sublime, sia da cd che sul palco. Da vedere almeno una volta al mese.
Cannibal Corpse

Hatebreed: mai stato grande fan però tutti ne parlano bene. In più, essere una band con radici hardcore ma che riesce a suonare anche nei festival metal non è da poco.
Hatebreed

Arch Enemy: nel corso degli anni gli Arch Enemy hanno saputo creare una buona carriera e un buon nugolo di fan. La dipartita della vecchia cantante Angela Glossgow in funzione dell’ex The Agonist Alissa White-Gluz ha creato qualche (infondato ed inutile) malumore. Io rimango dell’idea che a una band del genere se è in bill, bisogna sempre darle una possibilità. Se poi, a metà show si vede che la resa è scarsa, allora si può andare a bere qualche birra.
Arch Enemy

Fear Factory: una delle mie band preferite degli anni 90, non posso tornare a vederli ogni volta che un’occasione. E l’occasione finora c’è stata una sola volta quindi, da rivedere ancora.
Fear Factory

Suicide Silence, Carnifex, The Black Dalya Murder e Unearth: li metto tutti assieme, in quanto di sicuro non riuscirò a vederli tutti. In ogni caso, queste sono tutte band che mi ispirano molto e di cui al momento metto al primo posto i Carnifex. Poi, se nei giorni in cui sarò al Metalcamp avrò occasione di vedere gli Unearth al posto loro, mi va bene lo stesso.
Carnifex

Mi cambia poco la vita, per mio mero gusto personale, gli Eluveitie, Sepultura (ormai sono oltre il concetto di frutta, sono arrivati alla grappa dopo il caffè) Death Angel e Moonspell.
Cosa? Ho dimenticato Dream Theater, Saxon ecc? Scusate ma, quelle band non fanno proprio per me



Passiamo ora al Punk Rock Holiday (4-7 agosto 2015).

Rispetto gli anni scorsi, il bill non si presenta così zeppo di band interessanti, considerando la rinnovata presenza di band che hanno fatto perfino più di uno show in 5 anni di festival. La cosa che più salta all'occhio è la quasi totale assenza di band Fat Records. Praticamente quest’anno la partecipazione di band californiane rasenta lo zero. Incredibile, se si pensa che, ad esempio, i Good Riddance saranno in tour.

Ma di sicuro io non mi lamento e il mio interesse andrà alla reunion dei Satanic Surfers e dei Beatsteaks, allo ska dei Less Than Jake e Mad Caddies.
Satanic Surfers

Bene, benissimo la presenza dei Death by Stereo, Misconduct, Madball e Born From Pain.
Madball

Grande curiosità per Against Me!, Adrenalized e Flatliners.

mercoledì 18 febbraio 2015

Millencolin: annuncio del nuovo album "True Brew"

Li seguo dal 1999, sono praticamente, dal punto di vista affettivo, la mia band preferita.
Ogni volta che ho occasione cerco di andare a vederli, nonostante la loro capacità di fare show un po' anemici.
Parliamo della swedish punk band Millencolin.

Il loro ultimo annuncio: ad Aprile esce, per Epitaph Records,  il loro nuovo disco: "True Brew".

Intanto viene messo su youtube il video del singolo che farà parte della nuova release, "Sense & Sensibility"


Considerazioni:
1) la cosa mi sorprende molto, una band attiva dal 1994 e che non ha ancora fatto un live e/o una raccolta, se si tralasciano le raccolte di singoli e demo, uscite rispettivamente nel 1999 ("The Melanhcoly Collection") e nel 2012 ("The Melancholy Connection");

"The Melanhcoly Collection"

"The Melanhcoly Connection"

2) il non buttare fuori una raccolta vuol dire che la band non è alla frutta come si vociferava. Infatti è dal 2008, dopo l'uscita di "Machine 15", che i fan ed IO attendevamo qualcosa di nuovo;

3) il singolo "Sense & Sensibility" mi fa capire che la band rimarrà sulle note delle ultime due produzioni, quindi non avremo un nuovo "Home from Home", disco della consacrazione;

"Home from Home"

4) livello di scimmia del sottoscritto? P-A-U-R-O-S-O!

martedì 3 febbraio 2015

Recensione: Dylan Dog 341 "Al Servizio del Caos"

Torniamo a parlare di Dylan Dog.
Finalmente, con il numero 341, termina il periodo di modernizzazione del personaggio.
Un periodo abbastanza lungo, a mio parere, che è iniziato con il numero 337 e che in 5 mesi ha portato ben poco: il pensionamento di Bloch, l’arrivo dei nuovi ispettori Carpenter e Rania e poco altro.
Questo mese, con il numero 341, finalmente la svolta finale.


Con l’episodio “Al Servizio del Caos”, Recchioni e company portano il tassello più importante nel nuovo mondo del detective dell’incubo, la sua futura nemesi:
Jhon Ghost.





Jhon Ghost

In questo numero, il nuovo antagonista chiama il buon Dylan ad affrontare un’indagine non da poco: il nuovo smarthpone Ghost 9000, ultimo gioiello dell’azienda Ghost, provoca deliri ed omicidi. Riuscirà Dylan a capire il perché?
Non vi dico se ce la farà o meno, però posso dire che la storia, con un finale leggermente aperto, è costruita molto bene. In più, il Rrobe fa finalmente capire come vuole veramente indirizzare le storie di Dylan. Il suo concetto di Dylan Dog non è il volersi rifare ai primi 100 numeri, a prendere in prestito film horror e adattarli in chiavi fumetto, estrapolando la vera essenza del male o della paura.
No, Recchioni tira fuori un Dylan Dog che riesce a sopravvivere e a gestirsi in un mondo moderno, fatto di comunicazione mediatica, dove l’informazione è distorta in tempo reale attraverso i social netwrok: sorprende e fa malissimo il paragone che avviene nel fumetto, quando l’uccisione di un orso (il fumetto prende spunto dalla storia reale dell’orsa Daniza) faccia più scalpore rispetto tutti i massacri che avvengono quotidianamente in Africa.
Se ai testi, come ho già fatto capire, abbiamo Recchioni, ai disegni troviamo nelle prime e nelle ultime tavole Angelo Stano, mentre le 70 pagine centrali sono disegnate da un Daniele Bigliardo in pieno stato di grazia.
Infine, troviamo la storia piena zeppa di Easter Egg. Le Easter Egg, una tradizione legata al mondo del fumetto supereroistico, sono i riferimenti che gli autori lasciano nelle tavole, ad esempio un poster con la locandina di un film uscito al momento della stesura della storia o la comparsa di un personaggio famoso.
E qui, come dicevo ce ne sono, e tanti! Troveremo Gordon Ramsey servire Jhon Ghost, un creativo Alan Moore utilizzato per descrivere un nuovo personaggio, una stanza piena di action figure di super eroi Marvel, una ricostruzione fedelissima della casa di 007 e la musica degli Slayer che anima un viaggio in macchina.
Consigliato questo fumetto? Sì, decisamente. Possiamo dire che il nuovo corso è finalmente iniziato, e speriamo vivamente che continui così.



domenica 1 febbraio 2015

Dc Comics in Italia: una storia editoriale fatta di grandi delusioni

A l’inizio ero un po’ indeciso se scrivere questo post, visto che riportare polemiche e lamentele su gli argomenti che di solito tratto ci sono altri blog.
Però questa volta faccio uno strappo alla regola. Andando un po’ indietro nel tempo, esattamente al mese di novembre 2014, sulla pagina Facebook dell’Editore Lion Comics (che gestisce in Italia il materiale Dc Comics) viene postato questo avviso:

Noi amiamo il nostro lavoro, lo svolgiamo quotidianamente con tutta la passione del mondo, senza giorni di riposo, e senza mai davvero staccare la presa. Essere a contatto con il pubblico è sempre stata (per chi fa questo lavoro da anni, magari in altre realtà) una delle cose più belle in assoluto. L'entusiasmo che viviamo andando in fiera per fare i nerdoni tutti assieme appassionatamente, ad esempio, non riusciamo a quantificarlo nemmeno attraverso le metafore. I Social Network sono stati una manna dal cielo in tal senso, leggervi quotidianamente è meraviglioso ed entusiasmante. La vostra opinione è fondamentale, ed ogni singolo commento su questa pagina viene letto e valutato attentamente, così da migliorare sempre più il servizio che forniamo al mondo degli appassionati. Ma le offese, ragazzi... quelle no. Non le tolleriamo, o almeno non più. Da oggi in poi, VI PREGHIAMO di argomentare le critiche, così da poter, assieme a noi, trovare una soluzione o una motivazione ai vostri disagi. I Social Network non possono essere raccoglitori di insulti, ma solo un mezzo per avvicinarci. Per cui, se vi forniamo delle risposte, siete pregati di rifletterci e, successivamente, rispondere a vostra volta. Non costringeteci ad effettuare ondate di BAN come suggerito da molti lettori. Grazie

Cosa è successo? Semplice, l’Editore ha disatteso tutte le aspettative dei lettori, trovandosi quotidianamente invaso da lamentele e segnalazioni su errori tipografici, mancanza di disponibilità di albi, annunci disattesi ecc.
Perché siamo giunti a questo punto? Perché i lettori sono così infuriati? Perché Lion lavora in questa confusione? E soprattutto: che direzione editoriale c’è dietro questo editore?
Infine, dopo circa due circa mesi l'aver pubblicato questo sfogo in pubblica piazza, arriva l’intervento di un curatore:

COMUNICAZIONE IMPORTANTE dal Web Content Manager:Complice l'aumento della mole di lavoro, son stato latitane. Mi impegno a rispondere ad ogni post, a partire da domani, ogni sera intorno alle 18 (e sempre più di frequente fino a rientrare a regime).Ne approfittiamo per comunicarvi che da questa settimana sarà disponibile SANDMAN DELUXE 1 RISTAMPA.Quello in foto è il mio tesssssssssoro (e ora avete anche un volto cui dare tutte le colpe).Cordialmente,Enrico (ed ora avete anche un nome)
Ovviamente, la pagina non ha ancora visto una risposta da parte sua.

Per capire bene cosa la rabbia dei lettori, è meglio ripercorrere la storia della Dc Comics in Italia, citando i vari editori e le varie delusioni che ciascuno di loro ha portato.
Andando indietro nel tempo, nel periodo degli anni 60-70-80, troviamo la Williams, poi la Cenisio, Rizzoli, Mondadori, Glenat Italia. Questi editori pubblicarono il materiale Dc in maniera non omogenea, in tempi più o meno alterni e in vari formati. Diciamo che non c'è mai stato in quel tempo un editore capace come fu la Corno o la Star Comics per la Marvel.
Negli anni 90 fu il turno della Play Press, che fino al 2006 portò in maniera costante i fumetti Dc. Piccolo problema, la qualità dei volumi era pessima, soprattutto negli ultimi 7-8 anni.

una delle varie serie di Batman della Play Press

Il fallimento della casa editrice rese liberi i diritti Dc in Italia, che vennero presi dalla Planeta de Agostini nel 2006.

Piccola parentesi: la Planeta deAgostini è una multinazionale spagnola con fatturati enormi. Quindi, pubblicare fumetti Dc in Italia, da sempre piena zeppa di lettori fedelissimi della Marvel, non avrebbe di certo portato grandi introiti. Quindi, Planeta non volle mai creare una propria direzione italiana, affidandosi così a dei collaboratori esterni, di cui Alastor Distribuzioni fu il principale, atti a seguire le pubblicazioni editoriali e le traduzioni. 

Unica cosa che l’editore “impose”, fu la scelta dell’utilizzo della carta (ottima), dei prezzi (bassissimi) e la creazione di nuovi formati: i trade paperback o tp. Questa tipologia di edizione, permette di raccogliere più numeri di uno stesso personaggio e, al girono d’oggi è un formato diffusissimo per chi acquista fumetti di supereroi (vi dice niente i nomi Marvel Gold, 100% Marvel ecc?).
Ma la Planeta aveva fatto un grande errore, la scelta dei collaboratori esterni. In poco tempo emersero lacune gigantesche in fatto di traduzione, distribuzione ed impaginazione.. In pochi anni la situazione peggiorò ed i fan sommersero di lamentele l’editore. Internet non si risparmiò e su tutti i forum “fumettosi” (non c’erano ancora le pagine Facebook dedicate a determinati argomenti) c’era l’univoco pensiero che Planeta de Agostini era il peggior editore di fumetti, peggio anche della Play Press.

Ma nel 2012 ci fu una svolta, o almeno così tutta la intesero.

I diritti Dc cambiarono di mano, si passò da Planeta de Agostini ad un editore nuovo nuovo, creato ad hoc dal distributore Alastor: RW, con il suo settore per i fumetti americani Lion Comics, il suo settore manga Goen e per gli autori vari Linea Chiara.

Il nuovo editore dopo mirabolanti promesse, tutti i lettori erano felicissimi, anche perché pochi facevano questo collegamento:

Planeta de Agostini – Alastor; Alastor – Lion Comics

Il dubbio cominciò a serpeggiare subito dopo i primi 4 numeri di presentazione, i famosi numeri 0: non ci fu copia che non avesse errore di lettering.

i "famosi" numeri 0 della Lion Comics

Ma c’era ancora gente che pensava “peggio di prima non si può andare”.
Quindi Lion, con rinnovata fiducia da parte dei lettori, continuò il suo operato facendosi notare con:
-ritardi nelle distribuzioni
-errori di traduzione
-pessima gestione editoriale, con ad esempio cambi di formato delle pubblicazioni dei personaggi, creazione\cancellazione di serie e altre anemità
I lettori si ribellarono di nuovo, tutti erano convinti che dopo Planeta non ci sarebbero più stati problemi. E invece no, i problemi rimangono e probabilmente sono anche peggiorati, tralasciando che:
-ora i prezzi non sono più economici
-vengono portate all’estremo le proposte per i collezionisti: variant, super variant, controvariant, cofanetti di tutti i tipi e di tutte le edizioni possibili.

Il mio grande rammarico è che i fumetti Dc presentano da anni una qualità superiore a quella della Marvel, succube di correre dietro ai costanti megaeventi o di adattare i personaggi sempre di più a quelli che sono presenti nei film. Però in Italia ancora una volta non abbiamo un editore che possa permettere al lettore di poter leggere le opere in maniera buona, con un progetto editoriale serio e programmato nel tempo.
Riusciremo mai ad avere questo in Italia? Non lo so, almeno nei tempi brevi, Dc Comics non è molto interessata alle pubblicazioni italiane in quanto il fatturato di sicuro non è alto e, non porterà mai grandi guadagni, nella consapevolezza che Dc è una branchia della Warner, che fa soldi facendo film, non fumetti. Quindi, che ci sia un editore che fa bene il suo lavoro o meno, cambia poco.
Alcuni lettori credono che la soluzione migliore sia che i diritti Dc andassero alla Panini, gestori tra l’altro dei suddetti diritti in altri paesi quali Germania e Francia.
Ma così, Panini sarebbe la tenutaria dell’80% di quanto pubblicato in Italia. Avere un editore con il monopolio è una cosa positiva?