sabato 5 settembre 2015

Recensione “Meliora” dei Ghost

Era il 2011 quando scoprii i Ghost

Era passato circa un annetto dall’uscita del loro primo album, “Opus Eponymus”

“Opus Eponymus”

E ti piacquero, ai tempi, e anche tanto. Veramente una buona band, atmosfere alla King Diamond (permettetemi il paragone), con una musica sinfonica e oscura che richiamava anch’ essa il folletto danese, seppur rivista in maniera moderna. La cosa che mi sorprese fu la reazione della gente. Tutti li acclamarono come grandissima band. Sì bravi, bel disco ma, morta lì. Invece molte persone diventarono grandissimi fan dei Ghost. “Boh” pensai io…
Nel 2013 uscì “Infestissumam” che ebbi l’occasione di ascoltare subito. +
“Infestissumam”

Piccola delusione da parte mia. Il disco non mi piaceva, non c’era una canzone, dico una, che riusciva a convincermi. E lo ascoltai, questo album, più e più volte…. Quindi rimasi stupito dalla reazione della gente, ancora più contenti rispetto “Opus Eponymus”. Che dire? Bravi, avrete tanti fan al seguito.
Il 28 agosto è uscito “Meliora”, dopo una buona pubblicità ed un’attesa spasmodica da parte dei veri fan.
 “Meliora”

Davanti a questo trambusto anche a me, che non li considero il gruppo della vita, ha iniziato a salirmi la voglia di dare un ascolto a questo “Meliora”. L’occasione l’ho avuta ieri e… non siamo ai livelli di “Opus Eponymus” ma neanche a “Infestissumam”.
Il disco si spacca esattamente a metà nel mio gradimento, ci sono grandissime canzoni, mentre altre non mi dicono proprio nulla. Promosse a piene voti “Spirit”, ottima song per aprire un album, per poi passare alla mediocre “From The Pinnacle to the Pit”. Bellissima invece “Cirice”


un po’ (molto) meno “Spoknast”. Superlativa “He Is” e poi…. Il disco cala, “Mummy Dust” carina ma non troppo, “Majesty”, “Devil Church” e “Deus in Absentia” non mi convincono pienamente.
Nonostante questo mio parere che fa avere la sufficienza a “Meliora”, lo consiglio a tutti. Alla fine i Ghost fanno una musica che nessuno presenta, soprattutto per le atmosfere che creano. L’organo viene usato in maniera tale da rendere la musica sì sinfonica ma senza mai appesantirla. E poi sono gli unici che si propongono a fare un metal “sinfonico” senza usare il growl. Infine, diciamocelo: dove trovate una band con il cantante che si veste da “papa” e che cambia nome ad ogni disco? E il resto dei componenti? Ovvio, loro si vestono da frati e sono i “Ghouls”!

Per chi vuole, qua sotto il disco completo preso da youtbe


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