martedì 13 ottobre 2015

Focus on: Good Riddance

Good Riddance, sono una delle migliore realtà punk californiane, una band che nel corso del tempo si è fatta conoscere in tutto il mondo sia per la musica proposta che per i loro messaggi, soprattutto a sfondo sociale.. Ma cominciamo con la loro biografia…
Rob LandJohn Burnett e Rich McDermott sono i componenti di alcune band giovanili. Quando chiedono a Russ Rankin di diventare il loro cantante, questi accetta e suggerisce di chiamare la band Good Riddance. Il nuovo gruppo nasce così a San Francisco, in California, nel 1986, con Rankin alla voce, Land alla chitarra, Burnett al basso e McDermott alla batteria. Suonano prevalentemente cover dei Sex Pistols, effettuando piccoli show durante le feste.


Nel 1987, dopo che la band ha già fissato alcuni concerti, tra cui uno a San José, che segna la prima uscita deiGood Riddance da Santa Cruz, McDermott e Burnett devono trasferirsi per qualche tempo al lago Tahoe, costringendo il gruppo a trovare due rimpiazzi temporanei: arrivano così Jade Dylan e Ken Frank, ai quali qualche volta viene aggiunto Luke Pabich come secondo chitarrista. Nel giugno del 1989 Burnett, tornato a Santa Cruz, effettua il suo ultimo concerto con i Good Riddance mentre McDermott, tornato nel gruppo pure lui, si rompe un polso andando in skateboard, costringendolo a non suonare per qualche tempo. Jade Dylan sostituisce Burnett, e Luke Pabich nel frattempo suona sempre più spesso come secondo chitarrista, pur non essendo un membro stabile. Nel 1990 Andrew Jackson sostituisce definitivamente il temporaneo Jade alla batteria e Pabich chiede di diventare membro permanente del gruppo, ricevendo risposta affermativa.
Viene così registrato il primo demo, prima che nel 1991 il gruppo chieda a Burnett di lasciare la band, a causa delle differenze musicali esistenti tra lui e gli altri componenti. Viene sostituito da Devin Quinn, prima che, per ragioni simili a quelle di Burnett, gli venga chiesto di uscire dal gruppo, sostituiti da Brian Gilliam alla seconda chitarra e Jade Dylan alla batteria, il quale però dopo poco tempo anche lui lascia la band. Intanto, sono stati scritti nuovi brani per i Good Riddance, e si comincia seriamente la ricerca di un nuovo batterista, ripescando di nuovo McDermott.
Viene registrato un nuovo demo, "Loaded For Bear", che ottiene vasto consenso e vende parecchie copie, portando una piccola label di Austin, nel Texas, la Little Deputy Records, ad offrire al gruppo la registrazione di un EP. Esce così nel 1993 "Gidget", il primo vinile dei Good Riddance, che viene seguito dall'abbandono di Devin, sostituito da Tom Kennedy.

Good Riddance "Loaded For Bear"


Good Riddance "Gidget"

Il gruppo effettua così il primo vero tour, arrivando a suonare a Seattle e Houston. Intanto i Good Riddance hanno anche iniziato le negoziazioni con la Fat Wreck Chords, accordandosi per il rilascio verso la fine del '94 di un altro EP, "Decoy", seguito dalla registrazione del primo full-length, "For God And Country", uscito nel '95.

Good Riddance  "For God And Country"

Nell'estate dello stesso anno il gruppo fa il suo primo tour nazionale completo, dopo il quale McDermott se ne va, rimpiazzato temporaneamente da Tony Palermo dei Ten Foot Pole per il successivo tour negli U.S.A. e in Canada. Iniziano così le ulteriori ricerche per un nuovo batterista, trovato giusto in tempo per la partenza per un tour europeo con i Tilt: entra nel gruppo Sean Sellers. Nel '96 esce, per la Revelation Records, un EP split con gli Ignite e in giugno l'album "A Comprehensive Guide To Moderne Rebellion" (Fat Wreck Chords), che viene seguito lo stesso anno da vari tour, tra cui uno nel Nord America in supporto ai Down By Law e uno in Europa in supporto ai NoFx.

 Good Riddance "A Comprehensive Guide To Moderne Rebellion" 

L'anno successivo suonano per la prima volta in Giappone, supportando gli Hi-Standard ed esce un EP split con gli Ensign per la Orphaned Records. Iniziano così a lavorare sul nuovo album, "Ballads From The Revolution", che esce per la Fat Wreck nel febbraio del '98, praticamente in contemporanea con uno split della band con altri tre gruppi, Satanic Surfers, Almighty Trigger Happy e Ill Repute, intitolato "As A Matter Of Fact", rilasciato dalla svedese Bad Taste Records.

Good Riddance "Ballads From The Revolution"

I Good Riddance partono in primavera per un tour in Nuova Zelanda ed Australia con i Sick Of It All, ed uno in Europa e Nord America con gli A.F.I.; mentre nel settembre dello stesso anno la Fearless Records rilascia negli Stati Uniti "As A Matter Of Fact", con l'aggiunta di tre brani degli Strung Out.
Per la registrazione del successivo lavoro i Good Riddance decidono di rivolgersi al Blasting Room di Fort Collins, in Colorado. L'album, "Operation Phoenix", prodotto da due dei membri degli All, esce nel maggio del 1999 su Fat Wreck Chords

Good Riddance "Operation Phoenix"

Nel frattempo Sellers si sposa, si trasferisce a Los Angeles, e dopo un tour nel Canada occidentale, in ottobre lascia il gruppo. Viene sostituito temporaneamente agli inizi del 2000 da Dave Raun dei Lagwagon, in attesa di trovare un nuovo batterista. Lo stesso anno suonano da headliner insieme ai No Use For A Name al Fat Records Tour, supportano i NoFx al Deconstruction Tour in Europa e partecipano alVans Warped Tour. Inoltre, in marzo, viene anche registrato, sempre al Blasting Room, l'EP "The Phenomenon Of Craving", uscito poi nel maggio del 2000.

Good Riddance "The Phenomenon Of Craving"

Verso la fine dell'anno David Wagenschutz, ex membro, di Kid Dynamite e Lifetime, diventa il nuovo batterista a tempo pieno della band.
Nella primavera 2001 tornano al Blasting Room per registrare il nuovo album, "Symptoms Of A Leveling Spirit", sempre per Fat Wreck e, pubblicato nel mese di luglio.

Good Riddance "Symptoms Of A Leveling Spirit"

In novembre, sempre nel 2001, esce per laJade Tree Records uno split con i Kill Your Idols, mentre nel luglio del 2002 la Lorelei Records rilascia un album del gruppo che raccoglie tutte le cover che la band ha registrato.
Seguono successivi tour e, nel 2003, esce “Bound by Ties and of Blood and Affection” (Fat Records).

Godd Riddance "Bound by Ties and of Blood and Affection"

Dopo altri tour in USA ed Europa, la band rilascia nel 2006 un nuovo studio album, sempre per Fat Records. Il disco, intitolato “My Republic” si presenta un po’ debole e, qualche mese dopo, si ha l’annuncio che la band si prenderà un periodo di pausa.

Good Riddane "My Republic"

La reunion avviene nel 2012, con la formazione più stabile, ovvero con Rankin alla voce, Pabich alla chitarra,Plat al basso e Sellers alla batteria.

Good Riddance live al Punk Rock Holiday nel 2012

Dopo un tour in Nord America ed uno in Europa, nel 2015 la band è pronta ad uscire con un nuovo lavoro,“Peace in Our Time”, che ottiene un grandissimo successo.

Good Riddane "Peace In Our Time"

Al momento, la band è molto attiva a livello live e si attende un suo ritorno in Europa.

I Good Riddance oggi

  
DISCOGRAFIA ESSENZIALE
-For God And Country
-Ballads From The revolution
-A Comprensive Guide To A Modern Rebellion
-Operation Phoenix
-Peace In Our Time

P.S.: una decina di anni fa ho scritto un po' di biografie su alcuni gruppetti punk. Vedrò di aggiungere qualcuna su questo blog. la rubrica (permettetemi questo termine, dai!) sarà intitolata "Focus on"

lunedì 12 ottobre 2015

Recensione: H2O "Use Your Voice"

Quando venni a sapere che in autunno gli H2O sarebbero usciti con un nuovo disco, feci un grande sospiro di sollievo; era dal 2011 che non usciva nulla. Ok va bene, in 20 anni fare 7 dischi non è proprio tanto, ma gli H2O hanno sempre avuto la capacità di non fallire nessun appuntamento.
E in effetti neanche questa volta è successo, perché “Use Your Voice” è un disco S-T-U-P-E-N-D-O, 100% H2O e PMA.

H20 "Use Your Voice"

Il trio iniziale “Black Sheep”, “Skate!” e “Thick and Thin” è fantastico. A seguire c’è la velocissima e futuro simbolo live “Use Your Voice”, per poi passare a “Father Figure”, “From The Heart”, alla super “Popage”, per continuare poi con “LyDStill Dreaming”, “#NoRealLife” e “True Romance”.
11 canzoni per 22 minuti di puro HC. E non perdiamoci in cagate, sullo SXE, su cosa è o no HC, che fanno un disco ogni 1000 anni ecc. Ce ne fossero di band a suonare così.





Recensione: Zebrahead "Walk the Plank"

Sono circa 20 anni che i Zebrahead ci deliziano con i loro dischi. Ovviamente certi album sono più belli di altri ma, di sicuro non si può dire che la band californiana abbia mai fatto dei flop. Ogni album da loro registrato ha buone canzoni e almeno 2-3 hit da cui si può attingere.
Questo “Walk the Plank” non è da meno. La formula collaudata e, che io ritengo non troppo ripetitiva, c’è ancora.

Zebrahead "Walk the Plank"

“Bentornati, nel disco troverete canzoni veloci, hit, suoni cathcy, coretti, e tutto quello che può ricordare il divertimento e l’assolata California”.

Questo è quello che sembra dicano i Zebrahead e che si può trovare nell’opener “Who Brings A Knife to A Gun Fight”, nel già singolo (e video su Youtube) “Whorse Than This”, nella velocissima “Wasted Generation” o, nella più rappata "Walk the Plank”, oppure nella più ballabile “So What”.
Il disco non avrà la perfezione di “Broadcast To The World”  o di “Playmate Of The Year” ma di sicuro è un ottimo disco pop punk 100%.



domenica 11 ottobre 2015

Focus On: Satanic Surfers

I Satanic Surfers vengono fondati nell'agosto del 1989 nel sud della Svezia da due ragazzi che si sono conosciuti da poco, Rodrigo Alfaro e Erik Kronwall. Ai due presto si aggiungono Ola alla voce e Robert Tomek al basso, mentre Alfaro è il batterista ed Erik Kronwall il chitarrista. 


 Alla fine del 1992 si unisce al gruppo Fredrik Jakobsen come chitarrista. Nel marzo del '93 i quattro registrano allo studio Dundret di Malmö l'EP di debutto, che inizialmente vogliono chiamare "Meathook Love", cambiandolo poi "Skate To Hell"..
L'EP, a causa delle scarse disponibilità finanziarie dei componenti del gruppo, esce solo 9 mesi più tardi, nel dicembre dello stesso anno. Poco dopo iniziano le registrazioni di un nuovo EP, "Surf On Styx", che però non viene rilasciato e pochi mesi dopo l'uscita del primo lavoro, "Skate To Hell", iniziano vari cambi di line up alla voce e alle chitarre. In questo periodo la casa discografica svedese Burning Heart Records contatta il gruppo per rilasciare un nuovo EP, che viene registrato allo studio Underground di Västeras nell’ agosto '94. Allo stesso tempo la Bad Taste Records, sottocasa della Burning Heart, ristampa e rilascia il primo EP, "Skate To Hell".


Il nuovo EP, "Keep Out", esce nel settembre '94 per la Burning Heart e presto diventa uno degli album più richiesti della casa discografica, insieme a "Vision" dei No Fun At All e a "Use Your Nose" dei Millencolin, vendendo migliaia di copie.

Il gruppo partecipa anche a varie compilations e agli inizi del '95, mentre il gruppo sta registrando al Dundret di Malmö uno split con i Ten Foot Pole, la band rimane senza cantante e Rodrigo Alfaro diventa, oltre al batterista, anche il cantante, sia su disco che live.


Durante la primavera il gruppo effettua diversi concerti in Svezia, in maggio esce lo split con i Ten Foot Pole e nel luglio '95 registrano al Dundret il nuovo album, "Hero Of Our Time", che esce in settembre ed ottiene un buon successo di vendite. L'anno seguente, in primavera, il gruppo effettua per la prima volta un tour europeo completo, in compagnia dei 59 Times The Pain, che viene seguito da un tour in Canada in giugno e dalla partecipazione in estate a vari festival europei, mentre nel frattempo viene rilasciato, dalla Diabolic Records, uno split con i 7 Hate, "Born 2 Skate", che contiene due versioni live di brani del gruppo.

i mesi di novembre e dicembre 1996 vengono passati al Dundret per registrare il nuovo lavoro, "666 Motor Inn", rilasciato nel febbraio del '97. Nel marzo dello stesso anno partecipano allo Sno Jam festival in Canada, e poi vanno nuovamente in tour in Europa, prima con i canadesi Almighty Trigger Happy e poi con i Lagwagon. In ottobre i Satanic Surfers registrano tre covers (di Stiff Little Fingers, Christie e Rich Kids On LSD), che vengono poi rilasciate in un EP split con i Concrete Cell in dicembre, dalla Genet Records


Nel febbraio del '98 esce per la Bad Taste (ma non negli U.S.A.) "As A Matter Of Fact", uno split con Almighty Trigger Happy, Ill Repute e Good Riddance (contenente tre brani a testa), e la band parte in tour per l'Australia, mentre in marzo effettua un altro tour europeo, prima che, in settembre, la Fearless Records rilasci negli Stati Uniti "As A Matter Of Fact" con l'aggiunta di tre brani degli Strung Out.



La band inizia poi a lavorare al nuovo album, "Going Nowhere Fast", che viene registrato sempre al Dundret in novembre e dicembre.


Nell'agosto '99 esce "Songs From The Crypt", un album creato per festeggiare i 10 anni di attività della band, contenente oltre al primo EP "Skate To Hell", anche altre canzoni dello stesso periodo, tutte con Erik Krnowall alla voce a parte una, cantata da Rodrigo Alfaro.


La band fa un nuovo tour europeo in estate, ma al ritorno da questo il gruppo è in crisi e alcuni pensano di sciogliere la band. Risolti i problemi interni, i Satanic Surfers decidono di abbandonare la Burning Heart per la Bad Taste e smettendo di lavorare con la Motor (la loro agenzia di booking svedese), in modo da riprendere pieno possesso della propria musica.
Il nuovo album, "Fragments And Fractions", viene registrato in luglio e agosto del 2000 al Subversive Productions, in Danimarca, ed esce in settembre. Se prima gli album erano composti da canzoni punk veloci e socialmente impegnate, con ” Fragments And Fractions" si scopre la parte più introspettiva della band. Pochi giorni dopo il gruppo parte per l'ennesimo tour europeo, seguito da altri in Canada, Giappone e Australia. 


Al termine di questi tour, dopo una pausa nell'estate del 2001, Rodrigo Alfaro, al termine dello stesso anno, decide che ormai essere sia cantante che batterista della band è per lui troppo impegnativo: nel giro di poche settimane la band inizia così a suonare con un nuovo batterista, vecchio amico dei componenti e impiegato della Bad Taste, Martin Svensson, permettendo ad Alfaro di dedicarsi unicamente al cantato.
Con la nuova line-up i Satanic Surfers registrano, nel gennaio e febbraio del 2002, al Berno Studios, un nuovo full-length, "Unconsciously Confined", che esce in aprile per la Bad Taste.


Nel 2007 la band si scioglie definitivamente per riformarsi poi nel 2014. Al momento si vocifera della preparazione di un nuovo studio album.
Qua sotto l'intero live al Punk Rock Holyday, lo scorso agosto.


DISCOGRAFIA ESSENZIALE
-hero of Our Time
-666 Motor Inn
-Goiung Nowhere Fast
-Songs From the Crypt

P.S.: una decina di anni fa ho scritto un po' di biografie su alcuni gruppetti punk. Vedrò di aggiungere qualcuna su questo blog. la rubrica (permettetemi questo termine, dai!) sarà intitolata "Focus on"

sabato 10 ottobre 2015

I dischi che mi hanno influenzato di più

A casa ho molti dischi e, ancora oggi, nell’epoca del download selvaggio, io acquisto e ascolto cd.
Per assurdo, non ho mai voluto avventurarmi con il vinile… infatti ho paura di cadere in una mostruosa trappola e spendere palate di denaro per avere i cd che amo anche in vinile.
Ovviamente, sono affezionato di più ad alcuni dischi, di meno ad altri.
Questo livello di “affezione” è dettato da quanto e come, nel momento in cui mi è arrivato quel determinato disco, quest’ultimo mi abbia influenzato.
Qui sotto farò una piccola lista, che va da dischi storici e famosi a quelli che non sono di certo i migliori di una discografia ma, per il momento in cui mi sono arrivati, io mi ci sono affezionato.

Black Sabbath “Paranoid”
Il primo amore non si scorda mai. E quindi ecco qui “Paranoid” dei Black Sabbath. Primo cd mai preso in vita mia, avevo 15 anni e qualche risparmio. Entro in un negozio di cd vicino casa mia (che miracolosamente è ancora in attività) deciso a prendere il mio primo disco. La vista cadde semplicemente su questa copertina. I Black Sabbath li conoscevo già di nome quindi decisi che quello sarebbe stato il mio acquisto.



Metallica “Kill’em All”
Non è il mio disco preferito dei Big Four (Slayer, Anthrax, Megadeth, Iron Maiden), ma fu il primo disco trash ascoltato in vita mia. "Hit the Lights" fu un fulmine a cielo sereno, poi "Motorbreath", "Metal Milita", "Whiplash"…. Che spettacolo! E poi, nella cassetta (ovviamente, visti i miei 34 anni, all’inizio molta musica mi arrivava su cassetta) aveva un certo side B…



The Offspring “Smash”
Ecco, se sul lato A di una cassetta avevo “Kill’em All”, su quello B c’era il capolavoro degli Offspring. 14 milioni di dischi venduti, record mai battuto di vendite cd prodotto da un’etichetta indipendente. Non occorre dire altro.



Megadeth “Rust in Peace”
Hai 15 anni e dopo “Kill’em All” dei Metallica di arriva “Rust in Peace”… Serve aggiungere altro?



Sepultura “Arise”
Anche se ascoltai prima “Roots”, il disco a cui sono più affezionato dei Sepultura, fu “Arise”. Ai tempi delle superiori “Arise” per me era una marcia trionfale, ed io ero un grande fan dei Sepultura. Forse “Chaos AD” minò per un piccolo periodo la preferenza ad “Arise”, ma in questa speciale classifica è giusto che ci sia.



Fear Factory “Demanofacture”
Nel 1996 vidi casualmente il video di “Replica”. Ebbene non ci fu più storia, dovevo avere il disco che contenesse quella canzone. Lo trovai nello stesso negozio dove presi “Paranoid” e fu il mio terzo disco. Il secondo? Una raccolta dei Kiss!



No Fun At All “No Straight Angels"
Via trovare un amico e torni a casa con una cassetta dei No Fun At All. Sapevo solo che facevano punk rock e che erano svedesi. Ciao, persi la testa per loro e questo loro primo album.



Millencolin “Same Old Tunes”
Scopro i Millencolin vedendo una loro videocassette – documentario, “Millencolin & the Hi 8 Adventures". Mi piacciono, sono belli. Lo stesso pomeriggio mi faccio prestare “Same Old Tunes”, un mese dopo totalmente preso dal loro sound.



In Flames “Reroute to Remain”
Nel 2003 mi becco in Tv una dopo l’altro due video degli In Flames: “Cloud Connected” e “Trigger”. Dovevo avere quell’album. Penso di aver ascoltato “Reroute to Remain” alla nausea ed ancora non mi sono stufato. Ad anni di distanza, dopo aver abbandonato completamente di seguire la band (ormai sono inascoltabili), “Reroute to Remain” riesce ancora a darmi belle sensazioni.



Sick Of It All “Call to Arms”
Ho scoperto i SOIA con “Call to Arms” e, anche se per quella volta il top era “Build to Last”, io ho sempre preferito questo album. Canzoni che amo tuttora, anche se ormai live non vengono più proposte live (forse “Sanctuary”). Mi piace tutto di questo disco, potrei perfino mettermi a parlare di quanto è bella la scelta dei colori della copertina, quel misto di colori rosso scuro che crea e… aiuto, sto delirando!



AfI “Black Sails in the Sunset”
Potrei parlare per ore solo della copertina, una delle più belle mai viste. E poi il disco, con questa atmosfera dark che alleggia dalla prima all’ultima traccia. Basta, ora metto nel lettore cd “Black Sails in the Sunset”.



Pennywise “Full Circle”
Ovviamente, vista la mia passione per il genere, ci deve essere un disco di punk californiano nella mia classifica. E questo disco è “Full Circle” dei Pennywise. Sarà per la copertina, sarà per la canzone “Broken” che adoro… ma “Full Circle” per me è il disco punk rock californiano da ascoltare.



Suicidal Tendencies “Lights Camera Revolution”
1996 o giù di lì, vedo in tv una pubblicità della Sony che proponeva il suo televisore del momento. Come sottofondo allo spot c’è una certa canzone che io, non ricordo come, riesco a collegare ai Suicidal Tendencies. La song era intitolata “You Can’t Bring Me down” ed io, non conoscendo il nome del disco di cui faceva parte la canzone, parto alla ricerca del disco incriminato. Anche se nono dedico molto impegno alla ricerca (ovvero vado nei due negozi che conosco e basta, dove trovo un disco dei Suicidal e basta) mi riprometto che prima o poi quel disco sarebbe stato mio.
1999: trovo l’album in gita scolastica a Firenze. Felicità totale!
Piccolo antefatto: avere questo disco e conoscere la copertina, mi permise di vincere un concorso dove ricevetti in regalo il biglietto di uno show degli Extrema.



Youth Of Today “We’re Not in This Alone”
Acquistato a Udine in un negozio di dischi assieme ad un Ep dei Mad Caddies e ancora qualcosa, “We’re Not in This Alone” lo considero il disco hardcore per eccellenza, con buona pace dei Gorilla Biscuits, Minor Threat ecc.



Darkest Hour “Hidden Hands on a Saddist Nation”
Li scopri nel 2005 e li vedi lo stesso anno al Rock in Idro. Devastanti, come il loro album. Uno dei primi esempi di metal misto hardcore fatto bene.



Dimmu Borgir “Puritanical Euphoric Misanthropia”
Anche se meno quotato –e giustamente aggiungerei- rispetto “Stormblast” o “Death Cult Armageddon”, “Puritanical Euphoric Misanthropia” fu praticamente il primo disco black metal che mi arrivo tra le mani. pesante, oscuro, riff velocissimi e tastiere sinfoniche.



Children of Bodom “Hatebreeder”
Nel 2003 scoprii questa band e questo disco. Amati dal primo mento e ancora adesso non mi stufo di “Hatebreeder”.



Atreyu “Lead Sail Paper and Anchor”
Nel 2007 gli Atreyu uscirono con questo disco e in quel periodo li ritenevo la migliore band da ascoltare. Metalcore, growl, riff anni 80, cantato melodico, c’era tutto. E poi il disco, in formato digipack, con quella stupenda copertina nera rossa e bianca….


Mi fermo qui. Potrei aggiungere moltissime altri album di svariate band: Good Riddance, Avail, Shandon, Better Than a Thousand, In My Eyes, H20, Covenat, MxPx, NoFx, Refused... ma rischierei di snaturare troppo lo scopo del post.

mercoledì 7 ottobre 2015

Spider Man post Secret Wars

Negli USA siamo già al dopo Secret Wars. Se QUI ho mostrato come verranno strutturati i titoli del “non reboot”, adesso vorrei precisare cosa succederà a Spider Man. Alla fine è l’unico personaggio Marvel che seguo ancora e a cui sono molto affezionato. Tra Uomo Ragno Classic, la serie Uomo Ragno – Spider Man – Amazing Spider Man, collane minori (Uomo Ragno DeLuxe, Venom) e collane ombrello (Marvel Oro, Classic, Fora Fans Only...) ho quasi tutta le storie pubblicate di Peter Parker e del suo alter ego.

una delle cover più famose di The Amazing Spider Man

Premessa, da quando è arrivato Dan Slot, personalmente, ho visto un peggioramento generale delle storie di Spider Man. Certo, non è solo colpa sua, i diktat Disney sono chiari: personaggi adatti ad un pubblico giovane, per ragazzini attorno ai 12 anni. In più, se il personaggio è correlato da film Disney, deve assomigliare il più possibile alla trasposizione cinematografica.
Però, è proprio Dan Slott a scrivere Spider Man Island o Spider Verse. E stravolgere il Morlun e l’Ezekiel di Straczynski non è che mi sia andato molto a genio. Aggiungici la precedente e fastidiosissima One More Day (storia dove venne annullato il matrimonio con Mary Jane -> scopo: ringiovanire il personaggio…) e potete capire come un lettore italiano, già avvezzo ai stravolgimenti di un personaggio, possa prendere queste cose.

Cosa riserverà il futuro sulla testata The Amazing Spider-Man (vol. 3)?



Un Peter Parker ricco, che viaggia per il mondo nelle varie sedi delle Parker Industries, con l’amichevole Spidey come guardia del corpo. Si avete capito bene… e poi? Semplice, la nuova “ragno mobile” (OMG!!!! Non bastava la vecchia, apparsa fortunatamente rarissime volte) e varie avventure con Silk, Spider Woman e Spider man 2099.

Che fine ha fatto il Peter Parker squattrinato che non riusciva a sbarcare il lunario? Che fine ha fatto il Peter Parker fidanzato e marito di Mary Jane? Che fine ha fatto il personaggio umile?

Dobbiamo proprio avere una sorta di nuovo Tony Stark / Bruce Wayne?

Qua sotto intanto mostro la "ragno mobile"....



Che sia questa la volta buona che non acquisterò il quindicinale più longevo d’Italia?


Recensione: Lamb Of God “VII: Sturm Und Drang”

Ritornano i Lamb Of God con “VII: Sturm Und Drang”.


Come si diceva a queste coordinate, i Lamb Of God sono una delle band che consiglio sempre se qualcuno vuole ascoltare un gruppo metal fuori dalle solite Quattro band.
“VII: Sturm Und Drang” si può dividere in due tronconi, le prime 6 canzoni e le successive 6. Se le prime 6 sono ottime, si prova una certa delusione per le songs finali in quanto la qualità diminuisce sensibilmente.
Ma quello che sorprende è come che i LoG hanno cercato di sviluppare il disco, anche se con un risultato altalenante. Con questo album, la band passa da gruppo “simil Pantera” a una band che cerca di portarsi oltre le proprie origini, con un riffing ed un groove molto ispirato, una buona registrazione e delle soluzioni che indicano che la band suona sempre un metal moderno, legato al passato ma che sa sempre stare al passo con i tempi. E questa è una cosa da non sottovalutare, che personalmente trovo così presente solo nel Devildriver. E pazienza se le ultime canzoni non sono cosi belle come le prime. Disco non perfetto ma che si può comunque considerare un buon ascolto.